Laure Sainclair
Il mercato francese degli anni Novanta non girava loop. Girava lungometraggi: novanta minuti, intreccio, dialoghi, costumi, una troupe abbastanza grande da richiedere un catering e un nome di donna sul manifesto. Quell'economia produceva un tipo preciso di interprete, capace di reggere una scena come personaggio invece di presentare un corpo alla macchina. Laure Sainclair viene da quel sistema e gli appartiene del tutto. I film erano espliciti ed erano anche film, con un inizio, una fine e un motivo per cui il sesso accadeva da qualche parte nel mezzo. Leggere il suo lavoro significa leggere le due cose insieme.
È arrivata dalla fotografia ferma, e non è un dettaglio. Una modella di nudo impara a tenere una forma senza muoversi, a sapere dov'è la luce e a regalare al fotografo il mezzo secondo che gli serve. Su un set quella scuola si vede come calma. Non riempie una scena di movimento; tiene una posizione e lascia che la macchina venga da lei, e l'effetto è compostezza più che esibizione. La macchina francese dell'epoca lo favoriva, con luce morbida, teleobiettivi e l'abitudine di restare sul viso un tempo più lungo di quanto il montaggio americano avrebbe sopportato.
Il sesso, in quel modo, si mette in scena più che documentarsi. Una sequenza comincia con la conversazione, passa a uno spogliarello filmato con la stessa cura del dialogo e solo allora diventa esplicita. Quello che chiedevano i lungometraggi francesi era durata e reazione: la macchina vuole il viso durante, non solo il punto di contatto, e il suono della stanza conta quanto l'immagine. Lei lavora in quel registro con un ritmo senza fretta, e il risultato si legge come appetito e non come procedura. È un'interpretazione del desiderio tenuta su un piano lungo, e chiede più controllo di quanto il gonzo chieda mai.
La carriera è stata breve, ed è per questo che si può descrivere per intero. Una breve serie di lungometraggi a metà del decennio, un nome diventato familiare in Europa e poi un'uscita verso altri lavori. Sotto resta una seconda grafia, Laure Sinclair, a una lettera di distanza e frequente nei cataloghi. Le due versioni dividono le ricerche come fa sempre una lettera mancante. Questa pagina le tiene insieme, elenca quello che la scheda registra e tratta i film per quello che sono: un insieme piccolo e chiuso, di un momento in cui il cinema per adulti francese si pensava ancora come cinema.